La Tracia è struggente e affascinante, come tutte le terre di mezzo.

La Tracia, a volte chiamata Macedonia Orientale, è la regione più tormentata, più particolare dell’intera Grecia. Da millenni terra di confine, proiettata ad Oriente e con la Turchia dietro l’angolo. Una regione piena di contrasti e minoranze, greci ponti, turchi, musulmani, città dimenticate dalle mappe e un’isola sola, ma splendida, misteriosa e affascinate come poche: Samotracia.

I più si accontentano di attraversare questa regione magari solo in treno, come ai vecchi tempi dell’InterRail, sulla tappa da Salonicco verso la Turchia. Sia chiaro, mi piace il fascino di vedere scorrere lenta la Tracia dal finestrino sulla tappa verso Costantinopoli, verso Istanbul, magari senza conoscere la sua storia. In effetti la Tracia è una davvero una grande regione internazionale, che divide il proprio territorio tra Grecia, Turchia e Bulgaria.

Una regione piena di contrasti e minoranze

Ma fermando il passo del treno, invece, ci sarebbe tanto da scoprire, mille motivi per rallentare ulteriormente l ‘andatura e vedere dove, e come, l’Europa Occidentale si dissolva piano piano in questa terra di mezzo che la storia ha voluto creare come un mai definito calderone culturale.
L’odierna parte greca, che traccia il suoi confini al 1923, anno in cui un buon 70% di popolazione di questi territori era turca, musulmana, ha i suoi centri principali in Alexandroupoli, Komotini e Xanthi. Le ultime due in particolare a tutt’oggi hanno un 40% di abitanti di madrelingua turca, che sono circa 50000 in tutta la regione. Una regione che a livello sociale rispecchia davvero la sua storia, un miscuglio di bulgari, greci, macedoni, turchi, ma anche tantissimi armeni fuggiti al grande genocidio turco, mai ufficialmente confessato da Ankara.
Il nostro itinerario parte da Salonicco, che è l’aeroporto più vicino direttamente collegato all’Italia.
Un po’ di ore di viaggio e la prima tappa è Xanthi e Komotini, abbastanza vicine, una al mare e una in montagna, terra di cascate e nel cuore della catena montuosa dei Monti Rodopi sono le città da visitare per farsi un’idea della Tracia moderna, insieme ovviamente alla città più greca di tutte, dove la minoranza turca è risibile, e che è anche il porto più importante della Tracia, Alexandroupoli.
Quest’ultima è una cittadina carina ed affabile, dove si mangia benissimo e si spende poco, e che ovviamente è la porta d’accesso, anche grazie al suo aeroporto con molti comodi voli per Atene, a Samotracia .

Natura che esplode

La Tracia è soprattutto natura, outdoor, vita all’aria aperta. La zona più interessante di tutte è senza dubbio il delta del fiume Evro, scelto come linea di confine per la Turchia. Scegliete di abitare ad Orestiada per visitarlo, una cittadina vibrante e intensamente greca. Il delta dell’Evro è un vero paradiso per i bird-watchers, pieno di palude, capanne di pescatori, attorniato da campi di grano e di cotone. Come fosse un Missisippi Europeo, una giornata da queste parti farà scattare migliaia di foto interessantissime.
Il giorno dopo, poi, si può ritornare ad Alexandroupoli e dedicarsi alla fatata foresta di Dadia, tra quercie, pini, aquile ed avvoltoi…

E le spiagge?

Poche ma buone, più che degne di un tuffo. E dulcis in fundo, deserte anche in alta stagione. 
La migliore spiaggia della Tracia è probabilmente Fanari Beach, nei pressi di Komotini, e comunque lungo tutta la costa da Makri a Alessandropoli, troverete splendide spiagge sempre facilmente raggiungibili con una piccola deviazione in auto dall’autostrada Egnatia.

I Pomacchi

Un’interessantissima escursione di minoranza sociale è possibile solo qui, in Tracia. A solo 26km da Xanthi, si trova Echinos, uno degli ultimi villaggi-avamposto abitati dai Pomacchi, che secondo Wikipedia sono:

 

Tracia
Xanthi Tracia

“[…] localmente detti anche ahrjani, sono bulgari di lingua praticanti l’Islam. Secondo alcuni studiosi, tra cui De Jong, la loro origine sarebbe oscura; con tutta probabilità, tuttavia, si tratterebbe di bulgari cristiani convertitisi alla religione musulmana nei secoli del dominio ottomano nei Balcani. I pomacchi vivono per lo più in Bulgaria, anche se si trovano delle consistenti minoranze in Grecia, Turchia, Albania, Macedonia, Kossovo. In alcuni casi, il termine “pomacchi” è usato per indicare un’altra popolazione, quella dei torbesh.”
Loro stessi preferiscono non utilizzarte il nome Pomacchi, ma semplicemente definirsi “musulmani greci”.
Anche nella stessa Xanthi i Pomacchi vivono in un piccolo quartiere tutto loro, ma non parliamo di ghetto. Le tensioni sociali con i greci sono davvero ridotte al minimo, se non quasi inesistenti.