Leros è Isola per intenditori.  Accogliente, calma, bella in tutto.

Chi sbarca o atterra a Leros, raramente è un turista capitato per caso, in un angolo di Dodecaneso a caso.
Leros è un’isola per intenditori. Un’isola con una sua precisa identità, ancora più interessante per noi italiani, che ritroveremo le architetture delle nostre strade nelle minimali costruzioni di epoca fascista, quando tutto l’arcipelago era sotto la nostra occupazione. Il porto di Leros (Lakki) da Mussolini nominato Portolago, oggi è una cittadina modernista e un pò spettrale di giorno, che sa diventare vivace e piena di bar e locali la notte. Capiterà senza dubbio di parlare la nostra lingua con i vecchietti del luogo, che nonostante tutto sono ancora profondamente legati agli italiani.

“Chi ha voglia di scoprire la vera Grecia, sbarca a Leros. E la trova davvero.”

E sarà emozionante ricordare altri tempi riscoprendo un legame davvero forte tra le nostre terre. Il classico “una faccia una razza” qui non è solo un complimento per flirtare con il cliente di turno. A Leros la storia e le differenti culture degli oltre 8mila abitanti s’intrecciano e si fondono in un’affascinante quotidianità squisitamente greca. E in tutto questo, il turismo gioca sempre un ruolo abbastanza marginale. Rispetto alle isole vicine, colpisce di Leros la natura molto verde, ideale non solo quindi per pigre giornate sulla spiaggia ma anche lunghe passeggiate in un ambiente gentile e generoso.

Testo © Andrea Pelizzatti Foto © Katerina Pouliaki