Patmos è candida luce

Patmos , come per tanti altri italiani, è una fissa e un’ossessione di noi Grecia Mia. Siamo innamorati del Dodecaneso del Nord, quelle isolette che gettate sulla carta geografica escono quasi per caso una in fila all’altra e che recitiamo a memoria come la formazione della squadra del cuore: Kalymnos, Leros, Lipsi, Patmos, appunto. 
Isola che è piccola e carina, a misura di coppia e di famiglia, brulla e assolata, spensierata e positiva, soprattutto ideale come poche per chi viaggia per la prima volta in Grecia.
E visitarla è quasi un’esperienza ultraterrena, come quella di quando ci si avvicina, quando Patmos brilla luminosa di un bianco accecante una volta la vedi apparire dal traghetto la mattina, affacciato sul ponte assonnato dopo la lunga notte in viaggio dal Pireo. I contorni si delineano e a poco a poco e compare, inespugnabile, la fortezza che protegge il monastero di San Giovanni, e poi la città intera, e tutto appare così mistico, vicino al cielo.

“Tutto sembra fermarsi ed è un’apnea di emozioni e sentimenti.”

Patmos
Chora e il monastero Agios Ioannis

Storia e religione la glorificano. Oggi l’isola vive una sua quotidianità raffinata, ma non glam e chic e come Santorini, pacifica di giorno e divertente la sera. Si vede che è un’isola che sta bene, anche economicamente, e che sa far star bene i suoi ospiti. E se si parla delle basi di una vacanza in Grecia, sappiamo bene che chi viaggia sino qui lo fa per cercare un contatto ravvicinato con il mare. E che mare… C’è letteralmente da impazzire nel tuffarsi tra le onde di alcune tra le più belle spiagge del Dodecaneso. Se atterrate dalle parti di Kos, non percorrere le due ore di mare che la separano da questo paradiso, sarebbe davvero un peccato non entrare in una Grecia da cartolina, con suo stile.

© Testo Andrea Pelizzatti © Foto Katerina Pouliaki