Contende a Cipro la nascita di Venere

Ed è sicuramente bella come lei.
Ci vuole determinazione per viaggiare sino a Citera, o Kythera in greco. È cosi remota, anche solo mentalmente, che bisogna essere avventurosi nello spirito per muoversi alla sua direzione. Situata com’è a cavallo tra Ionio e Egeo, alla fine del Peloponneso e beatamente dimenticata da tanti Tour Operator e pacchetti all-inclusive, Citera è un’isola arida e contadina, che vive sulle olive e su un turismo che non le chiede troppo, in maggioranza greco.
Citera non eccelle in nulla, ma fa molto bene quello di cui è capace, e per questo non smetteremo mai di raccomandarla. Ideale per tanti, perché racchiude in sè tante anime della Grecia, che si incontrano laggiù in fondo, stanche di peregrinare altrove.

Kytera
Il porto di Kapsali

Citera non si trova nelle Cicladi, ma con loro condivide lo stile architettonico e si vanta di una Chora tutta bianca con porte e finestre azzurre. Non c’è nessun ristorante da 3 stelle Michelin, ma tanta buona cucina a prezzi onesti e sinceri.
Citerà è un luogo di pace e serenità a tinte abbacinanti, non stupisce che data la posizione geografica sia il punto d’incontro tra due mondi, quello del Peloponneso e quello insulare, e quello dei due mari che qui si fondono, lo Ionio e l’Egeo. Un crocevia che aspetta sornione per 10 mesi l’anno l’arrivo di Luglio e Agosto, mesi in cui complici i tanti emigranti di ritorno dal Nordamerica e le vacanze estive dei greci stessi l’isola vive uno stato di confusione ed eccitamento generale. Diventa complicato trovare alloggio e data anche la piccola offerta, prenotare in anticipo in questo caso è davvero consigliatissimo.
Citera è un’isola avventurosa anche da poter esplorare con un mezzo proprio per godere della libertà di un’entroterra mai noioso, dove la parte sud è quella più votata al turismo, mentre la nord è quella che ha saputo meglio mantenere la sua semplicità. In totale i villaggi sono una quarantina, molto diversi tra loro, tra cui Chora e Kapsali sono quelli imperdibili e più pittoreschi. Ve ne accorgerete tra una passeggiata tra le casette di calce di Chora, e una al castello veneziano di Kapsali e la sua spiaggia sottostante di un azzurro da brivido. Immancabile, come in ogni isola greca che si rispetti, il mito torna a ricordarci che la culla dell’umanità si trovava a queste dolci latitudini. Ecco, allora è d’obbligo un bagno a Paleopoli. È la spiaggia che contende a Cipro la nascita di Venere, ed è sicuramente bella come lei.