Scappare ad Agia Roumeli, senza farne segreto

Agia Roumeli è una piccola, deliziosa macchia bianca che quasi si vergogna ad apparire al termine e capolinea delle Gole di Samaria. Come se essere un avamposto degli uomini, quaggiù dove sono le forze della natura a dominare, sia un peccato. Agia Roumeli quasi si scusa di farsi vedere, e appare così, mistica, schiacciata, lunare presenza umana dove solo la roccia e il mare sembrano avere pieno diritto di cittadinanza.
Il caldo, il sole fortissimo, il mare salato e le spiagge solitarie. Il cibo e l’agnello, la solitudine e la maestosità dell’ambiente.  E questo ha fatto si che questa piccola comunità, che in inverno non raggiungere le 20 persone, sia terrilmente coesa e fiera di se stessa. Atavicamente attaccata al modo di vivere cretese. Con un grande humor e un grande cuore, tutto racchiuso nella potenza di un atomo.

Agia Roumeli
Agia Roumeli è tutta qui. E non basta mai.

Come raggiungere Agia Roumeli: Quando non avere strade è una rivoluzione

Interessante, si dirà. Ma dove si trova un posto così? Come arrivare ad Agia Roumeli? Il bello è già qui, perché non è scontato. Non ci sono strade e non ci sono macchine.

  • Ci sono alcuni taxi-boat privati e i due ferry di Anendyk Lines  (qui gli orari, partenze tutti i giorni da Paleochora, Sougia, Loutro e Chora Sfakion) che arrivano la mattina tarda, dormicchiano in porto il pomeriggio facendo un po’ di compagnia e partono puntuali come un Rolex alle 17.30.
  • E poi ci sono  due sentieri, uno è quello che scende da Omalos per le gole di Samaria, l’altro quello che abbraccia la costa e cammina lungo il mare arrivando sin da Loutro, circa 3 ore di conquista passo dopo passo, sperduti in mezzo agli elementi.

Semplicità radicale

Basta così, non c’è altro. Agia Roumeli taglia via da sé tutto il superfluo.
Agia Roumeli offre a chi la visita un regime di semplicità radicale. In modo sconvolgente per noi che siamo ormai abituati a vivre in regime di perenne surplus (beni, persone, informazioni, applicazioni) basta venire qui per scoprire che la mancanza è un toccasana.
Adorare il silenzio, la sera dopo che la nave ha lasciato il porto è un rito di passaggio e di iniziazione. È allora che Agia Roumeli diventa una magia. La luce che cambia tonalità ogni istante, il mare che cambia pelle come un serpente e si colora piano piano appena la luna  prende il controllo della scenografia. Gavdos appare davanti all’orizzonte e le sue luci sfocate si confondono con le stelle.
La semplicità radicale che prende corpo una volta eliminate le strade, la velocità, la possibilità stessa di movimento, lascia spazio al vivere. Allora si fa ancora un bagno, la spiaggia è bella ed è sabbiosa. Si torna in camera a fare la doccia, a bere una birra e cambiare vestiti. Poi si scende in taverna, a mangiare senza fretta, a chiacchierare con i vicini di tavolo. La vita riprende il sopravvento perché non deve più mascherarsi alla ricerca del “task” successivo, della nuova sfida, della prossima cosa da fare. Ad Agia Roumeli si respira la totale immobilità, si mangia si sorride e si.. pensa. Semplicemente. Che rivoluzione!

Agia Roumeli centro
Il centro è un paesino senza pretese. Ma sono le persone e la natura che contano.

Dormire ad agia roumeli è un piacere riservato agli intraprendenti

Tutto questo lo si scopre con il tempo, comunque. Ci sono tanti motivi per venire ad Agia Roumeli, non ultimo quello di fare un salto a Gavdos, tanto i traghetti per Gavdos passano tutti da qui. E poi sebbene da queste parti transitino quotidianamente tante ma tante persone (in alta stagione sono intorno ai 3mila gli accessi alle gole di Samaria, a cui si aggiungono i visitatori di giornata che arrivano col battello da Paleochora o Chora Sfakion, e i -pochi- escursionisti da Loutro), solo i più intraprendenti si fermano per davvero a dormire ad Agia Roumeli. Tanto sono solo 3 case! Qualcuno si ferma una notte, qualcuno due perché l’atmosfera è cordiale e retro. Il gioco è fatto: poi non ci sarà ritorno anzi ci sarà solo ritorno. Come fanno tutti quelli che tornano fedeli ad Agia Roumeli anno dopo anno. Sono sopraffatti da un sentimento innato come quei salmoni in Alaska, sapete. Tornano alla semplicità, che una volta riscoperta, è un istinto a cui non si può più rinunciare.

le spiagge di Agia Roumeli
La spiaggia di Agia Roumeli. Lunga, sabbiosa, cristallina.

nel parco nazionale delle gole di Samaria Da Agia Roumeli a LOUTRO

Ma che attrattive ci sono per chi decide di fermarsi sul serio e seguire il nostro consiglio?
Questa zona di Creta non è davvero come tutte le altre.  Stretta tra il mar Libico e i Lefka Ori, le mitiche montagne bianche sempre innevate che si alzano oltre i 2 mila metri sul mare, Agia Roumeli è situata in una delle regioni più selvagge del mediterraneo, nel cuore del parco nazionale delle Gole di Samaria. Ha una rara fauna, flora e geologia. Un parco nazionale che si spinge sino a Chora Sfakion, che per tutti qui è un paesone e invece è minuscolo paesino anch’esso.
Il parco, oltre alla Gola Samaria, offre infiniti  sentieri escursionistici attraverso una natura incontaminata e protetta. Una tratta del sentiero E4 ad esempio, è molto facile e conduce da Agia Roumeli a Loutro, rivelandosi imperdibile. 13 km senza dislivelli e in cui si accarezzano spiagge da mille e una notte come Agios Pavlos, Marmara e Lykos, la spiaggia del lupo.
Un soggiorno ad Agia Roumeli in definitiva permette di raggiungere spiagge deserte o cime solitarie, trekking più impegnativi come quello che si spinge sino a Sougia (la fermata successiva di nave) e che richiede quasi 10 ore di cammino e passaggi pericolosi ed esposti. Ma c’è di più?

Agia Roumeli Samaria
Agia Roumeli è proprio allo sbocco delle Gole di Samaria

Una volta si chiamava tarra

Uno pensa che un luogo come questo sia moderno. Che nonostante il fascino, sia un  prodotto turistico. Invece no. Agia Roumeli discende dall’antica Tarra, una città antichissima i cui resti sono ancora visibili seguendo la strada che porta alla gola di Samaria. Poco dopo il villaggio, sulla sinistra c’è una piccola cappella di pietra dedicata a Vergine Maria. È costruita all’interno delle pareti di una Basilica antica cristiana, costruita nello stesso punto in cui sorgeva il tempio di Apollo Tarraiou dell’antico insediamento.
La storia è stata generosa. Proprio sopra il porticciolo, come due nidi d’aquila, ci sono due forti di derivazione ottomana. Sono in rovina ma con una che ripagherà della salita. Il sentiero comincia accanto alla piccola cappella della Vergine Maria, menzionata qui sopra. Da non percorrere nelle ore più calde!