La più spettacolare e meno visitata delle Piccole Cicladi

La più distaccata, fuori dalle rotte, nell’arcipelago non-ufficiale delle Piccole Cicladi è la sonnolenta Donoussa, 110 abitanti e un pugno di casupole affacciate sul molo.
Un posto dove la quiete è la grande protagonista della vita di tutti i giorni, interrotta solamente quattro volte la settimana dall’attracco dei Blue Star Ferries che percorrono (e in inverno solo quando il tempo lo permette) quella immaginifica via che porta da Astypalea a Naxos.
Anche io e Katerina siamo sbarcati a Donoussa da uno di questi traghetti la mattina presto, quasi fossimo turisti per caso, arrivando da Aegiali, con gli occhi stanchi per la levataccia ma elettrizzati per le aspettative. È stato amore a prima vista, perché abbiamo trovato quello che cerchiamo e che sempre è sempre più raro da quando la vita deve correre più veloce di Fastweb, il ritmo lento. Quello incessante ma anestetizzante delle onde sull’argine del porto e quello fiacco della vita quotidiana, che non cambia nemmeno in estate, quando i vacanzieri agostani regalano a questo scoglio perduto un mese di celebrità. Se solo sapesse cosa farsene, Donoussa!

Stavros spiaggia
Donoussa è tutta qui!

A lei interessano di più le cose semplici, non ci sono atenei in mezzo al mare. Colazione, un caffè, pranzo, amichevoli discorsi e il sole caldo e avvolgente sulla pelle. O magari una partita a carte, e sicuramente una birra di quelle da bere a lungo, goccia a goccia.

In realtà c’è a malapena una strada, e vedere auto è un evento ancora raro.

Donoussa ha un solo villaggio, che si chiama Stavros ma potrebbe tranquillamente non avere nome, ed è uno dei paesini più deliziosi della Grecia insulare possa venire in

Il porticciolo di Donoussa
Sembra incredibile, ma c’è ancora chi pesca

mente. Uno di quelli dove la vacanza assume una dimensione antitetica al progresso; dopo qualche ora è già un inesorabile scivolare dritto verso quel “ma che ne so” , stato della mente dove sparisce la necessità di dover sapere sempre tutto e dare una risposta a tutti.
Qui si tratta di vivere in un luogo che non ha nulla, e che non offre nulla se non gli sguardi di qualche contadino e di qualche gatto annoiato. Chissà tra noi e loro chi è stato quello ingannato veramente.

Donoussa è vacanze essenziali

Il traffico a Donoussa è minimale, non avrete bisogno di nessun mezzo a noleggio, se non che essere preparati a qualche bella camminata. Il silenzio è spesso totale, interrotto dallo Scopelitis e dai pick-up degli abitanti che s’imbarcano per fare spese nelle isole vicine, da qualche turista indipendente che sbarca con la moto zaino in spalla in cerca di avventura.
Oppure dalla fiesta dei ragazzi greci, venite il 15 agosto e vi accorgerete di cosa sto parlando.
Negli ultimi anni comunque l’isola ha aumentato la sua popolarità. Molti turisti si sono spostati a Donoussa dalla vicina Koufonissi, dove il turismo è cresciuto esponenzialmente, e l’isola offre riparo a sempre nuova umanità varia. Oltre ai campeggiatori che occupano le retrovie della spiaggia di Kendros, il visitatore tipo è composto famiglie con bambini, e coppie solitarie in cerca di un luogo alla mano e soprattutto sereno, dove manco a dirlo il bel mare non manca di certo.
Donoussa è allora per chi pensa che piccolo è bello. Donoussa è mare a tutto tondo e perciò conquista immediatamente per la sua pace senza tempo, dove la guerra è solamente un’onda più alta del solito.

Donoussa Kalariotissa
Alcune casupole rurali a Kalariotissa, la minuscola e più remota località di Donoussa.

Testo © Andrea Pelizzatti  – Foto © Katerina Pouliaki